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La Malafede. Perché è indecente essere cristiani, di Renato Testa

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Il libro di Renato Testa dal titolo  La Malafede. Perché è indecente essere cristiani  ci spiega, in modo schietto, le ragioni non solo dell’ateismo ma anche di tutti coloro che hanno un'idea rispettosa del concetto di "divinità".  Non si tratta di mostrare solo quanto sia inattendibile ogni contenuto presente nella Bibbia e nei Vangeli , che ormai nessuno più considera testi "sacri" (la divinità spiritualmente intesa non è presente nell'Antico Testamento), ma di spiegare come il Cristianesimo, con le sue regole, le sue parole, la sua morale, è opera dell’uomo, di chi vuole ingannare e gestire il potere .  Un libro coraggioso, soprattutto in Italia, di facile lettura, alla portata di tutti perché si basa sul buon senso e non su speculazioni o digressioni filosofiche. L'autore spiega quanto sia assurdo e illogico - ma anche offensivo dello stesso concetto di divinità - credere nell’esistenza di Dio nel mondo in cui viviamo. Se il bene spesso...

Presentazione di "La signorina 'volentieri'" e altri racconti, di Angelo Gaccione (Biblioteca Vigentina Milano, 28.10.2013). Foto by Marla Lombardo

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Domanda agli intellettuali "impegnati"

      Vorrei anch'io allora richiamare l’attenzion e, prendendo spunto dal limpido articolo di Angelo Gaccione, DEI E IMMORTALITA', sull'impegno civile dei non pochi intellettuali che scrivono sulla rivista  ODISSEA,   e porre a loro una domanda.     Tale impegno in che cosa si concreta? A me capita di leggere, spesso, articoli lunghi e autocelebrativi, quando invece il nocciolo del problema, da prendere di petto, è il degrado cultuale di questo Paese, ricco di storia e di arte, ma ormai asservito agli interessi di potere e delle gerarchie che ci governano. Basterebbero poche ma giuste, corrette e responsabili parole.  Lo scopo della rivista, del resto, è scritto nella didascalia che si pone come sottotitolo: " Nessuna grande cultura può trovarsi in un rapporto obliquo con la verità ", come ben disse Robert Musil. E non è forse il credo religioso ad essere da sempre il terreno fertile per il pensiero suddito e non critico? Perfino Corrad...

Se DIO esistesse... non ci sarebbe bisogno di pregarlo

Chi prega mette in dubbio l’esistenza di Dio, ma deve esser  perdonato: colpa non ha chi è disperato e ha un concetto errato di coscienza. Della morte la perentorietà panico induce e disperazione ed è questa la giustificazione per inventarsi la divinità. Non si chiedevano grazie agli dei, ma solamente la loro presenza, subito avvertita in opulenza di frutta, latte, pane, buoi e agnei. Ma quanto più potente il nuovo dio! Finite le ingiustizie, guerre, mali, non si uccidon fra loro gli animali, il padre ti amerà e pur lo zio. Ma forse io m’illudo? Forse sbaglio… Credo in un dio crudel che m’ha creato [1] . Forse che per vergogna si è occultato, senza lasciar nemmeno uno spiraglio? Chi muore ancor sul campo di battaglia? Chi soffre per orrende malattie o psicofisiche patologie, chi spara, e bombe e razzi ancora scaglia? Non fate il bene se siete credenti, ai non credenti lasciatelo fare. D’opportunismo non si può accusare...

Buon compleanno ODISSEA!

Tra le testimonianze per il decennale di ODISSEA

ATEO? No, LAICO, grazie. Legenda: E C M, per vivere tutti felici e contenti.

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          “Ateo”? è un brutto termine inventato dai credenti. La nota formula E = mc2 di Einstein contiene le iniziali di tutti e tre (Ebrei, Cristiani, Musulmani) per vivere felici e contenti.   L' assolutismo e le ideologie sono sempre legate a forti convinzioni religiose e rappresentano uno dei motivi principali per cui è lecito ritenere la religione una forza che favorisce il male nel mondo.   Quando mi è stato chiesto se ero "ateo", mi sono divertito a sottolineare che chi mi rivolgeva la domanda era a sua volta ateo nei confronti di Zeus, Apollo, Amon-Ra, Mitra, Baal, Thor, Odino, il Vitello d'Oro e così via. In fondo, sono ateo solo nei confronti di un dio in più, quello biblico.    Se ci vien posta la domanda: "Credi nello Yeti?" La risposta non è "Sono ayetico" (roba da Zelig), ma semplicemente NO, non credo nell’esistenza dello Yeti.   Noi liberi pensatori e non credenti siamo costretti a usare un termine, pe...