Post

Genesi degli dèi, di Alessandro De Angelis, Youcanprint Ed. 2025.

Immagine
  Dopo tutti i libri anticlericali da me recensiti e presentati, solo ora trovo – dopo   la mia parentesi paleoastronautica (poi rinnegata ma non nel merito della decostruzione biblica) - nel libro di Alessandro De Angelis   la chiara e netta rappresentazione (sfrondata da interpretazioni che restavano dentro il dominio del credo religioso) della storia e dell’origine delle religioni.   Genesi degli dèi. La genesi di Yahweh , di Alessandro De Angelis, non è soltanto un libro sulle origini di Yahweh: è, nella sua ambizione più profonda, un'indagine sulla genesi stessa del potere religioso : sul momento storico in cui uomini, dinastie e caste dominanti cessano di presentarsi semplicemente come uomini e cominciano a collocare sé stessi, i propri antenati o le proprie istituzioni in una dimensione sovrumana, costruendo intorno a tale investitura un sistema di obbedienza.   Nella mia ormai trentennale attività di debunker delle “verità rivelate” da chi detiene il...

La realtà esiste di per sé o è solo relazionale? Rovelli, Faggin e Malanga tra fisica quantistica e metafisica

Immagine
  La meccanica quantistica relazionale di Carlo Rovelli mette in discussione l’idea che le proprietà fisiche appartengano intrinsecamente alle cose. Federico Faggin compie un passo ulteriore e attribuisce alla coscienza un ruolo fondamentale nella struttura della realtà. Corrado Malanga va ancora oltre, fino a concepire la realtà stessa come costruzione della coscienza. Tre prospettive molto diverse, accomunate però da un rischio: quello di chiedere alla meccanica quantistica risposte che gli esperimenti, almeno per ora, non ci hanno dato.   Da tempo circolano, con fortuna alterna tra filosofia orientale e suggestioni cinematografiche, teorie secondo cui la realtà sarebbe in fondo un’illusione: il tutto è Māyā della tradizione indiana aggiornato all’era digitale, con Matrix assurto a riferimento di un’intera generazione. In alcuni miei precedenti interventi su Facebook ho già cercato di mostrare quanto sia fragile il salto logico che conduce alla conclusione che il mondo...

Roggero, la pistola e il televoto: divide et impera

Immagine
              Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha reso definitiva la condanna del gioielliere Mario Roggero: quattordici anni e nove mesi per aver inseguito e ucciso due rapinatori già in fuga. Sui social il processo si è già concluso, diviso tra chi lo vuole eroe e chi assassino, ma è la domanda sbagliata. Spiego in queste note perché, secondo l'art. 52 c.p., non fu legittima difesa; perché il trauma psichico non è stato ignorato dai giudici ma nemmeno è bastato a scagionarlo; e perché, mentre discutiamo di Roggero, nessuno si domanda come vengono sperperati i soldi degli italiani.   I fatti, in breve: il 28 aprile 2021 Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour (CN), subisce una rapina insieme alla moglie. I rapinatori fuggono; lui prende una pistola, li insegue fuori dal negozio, spara, ne uccide due e ne ferisce un terzo. Condannato a diciassette anni in primo grado, la pena scende a quattordici anni e nove mesi in appello. Il 15 luglio 2026 la C...

Il coraggio dell’essere nell’era dell’algoritmo: il Manifesto filosofico di Giorgio Agnoli

Immagine
           Il Manifesto filosofico di Giorgio Agnoli è un libro curioso, ambizioso, volutamente inattuale. E già questo, in un’epoca in cui il pensiero viene spesso compresso nello spazio angusto di un post, ridotto a slogan, emoticon, reazione istantanea o piccola sentenza da social, non è affatto poco. Agnoli tenta infatti un’operazione rara: sottrarsi al rumore del presente, alla filosofia tascabile dell’opinione veloce, alla comoda retorica del “secondo me”, per riportare il discorso su un terreno più alto e rischioso, quello delle grandi domande esistenziali, sull’essere, sulla forma, sulla necessità e sulla struttura del reale.   In tempi di pensiero debole, ora dominato dagli algoritmi della AI, il suo libro ha il merito di non chiedere il permesso all’attualità. Non cerca il consenso facile, non rincorre la battuta virale, non si traveste da manuale motivazionale per anime stanche, vuole invece parlare in grande, forse anche troppo in grande...