Roggero, la pistola e il televoto: divide et impera
Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha reso definitiva la condanna del gioielliere Mario Roggero: quattordici anni e nove mesi per aver inseguito e ucciso due rapinatori già in fuga. Sui social il processo si è già concluso, diviso tra chi lo vuole eroe e chi assassino, ma è la domanda sbagliata. Spiego in queste note perché, secondo l'art. 52 c.p., non fu legittima difesa; perché il trauma psichico non è stato ignorato dai giudici ma nemmeno è bastato a scagionarlo; e perché, mentre discutiamo di Roggero, nessuno si domanda come vengono sperperati i soldi degli italiani. I fatti, in breve: il 28 aprile 2021 Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour (CN), subisce una rapina insieme alla moglie. I rapinatori fuggono; lui prende una pistola, li insegue fuori dal negozio, spara, ne uccide due e ne ferisce un terzo. Condannato a diciassette anni in primo grado, la pena scende a quattordici anni e nove mesi in appello. Il 15 luglio 2026 la C...