Assange e la guerra dell’informazione
Ci ha mostrato quanto il potere dell’informazione preceda spesso quello delle armi: prima di ogni guerra si costruisce infatti una narrazione, si definisce un nemico, si orienta il consenso. Da qui una riflessione sul ruolo dei media, sulla propaganda contemporanea e sulla necessità di recuperare il dubbio critico come prima forma di libertà. Julian Assange ha detto — e continua a ricordarci — una verità tanto elementare quanto insopportabile per ogni sistema di potere: prima ancora delle armi vengono le parole . Le guerre non cominciano quando parte il primo missile, iniziano molto prima, quando viene costruito il nemico, quando un popolo, un governo, un leader devono essere trasformati nell’incarnazione del Male affinché l’opinione pubblica possa accettare come inevitabile ciò che, fino al giorno prima, avrebbe giudicato intollerabile. Ed è qui che entra in scena l’informazione. Non tutta, naturalment...