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Articolo 11 Cost., Istanbul e propaganda: ciò che Taradash semplifica nella sua requisitoria contro Travaglio

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  Si può contestare Marco Travaglio senza trasformare l’articolo 11 della Costituzione in un lasciapassare permanente per le armi, né la complessa vicenda dei negoziati di Istanbul in una favola a causa unica. I documenti raccontano una storia assai meno comoda per entrambe le tifoserie.   C’è un modo piuttosto curioso di discutere di guerra in Italia: accusare l’avversario di propaganda e poi sostituire alla sua semplificazione una semplificazione uguale e contraria.   È, temo, ciò che accade nell’articolo con cui Marco Taradash su Linkiesta del 18 settembre replica all’editoriale di Marco Travaglio del giorno prima, dedicato alle dichiarazioni di Virginia Libero sulla diserzione. Taradash individua alcune imprecisioni reali nel pezzo di Travaglio, ma poi costruisce attorno ad esse una conclusione molto più ampia di quanto i fatti consentano.   L’articolo 11 non dice tutto quello che gli fanno dire, né da una parte né dall’altra   Cominciamo dalla Cost...

Assange e la guerra dell’informazione

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            Ci ha mostrato quanto il potere dell’informazione preceda spesso quello delle armi: prima di ogni guerra si costruisce infatti una narrazione, si definisce un nemico, si orienta il consenso. Da qui una riflessione sul ruolo dei media, sulla propaganda contemporanea e sulla necessità di recuperare il dubbio critico come prima forma di libertà.   Julian Assange ha detto — e continua a ricordarci — una verità tanto elementare quanto insopportabile per ogni sistema di potere: prima ancora delle armi vengono le parole .   Le guerre non cominciano quando parte il primo missile, iniziano molto prima, quando viene costruito il nemico, quando un popolo, un governo, un leader devono essere trasformati nell’incarnazione del Male affinché l’opinione pubblica possa accettare come inevitabile ciò che, fino al giorno prima, avrebbe giudicato intollerabile.   Ed è qui che entra in scena l’informazione.   Non tutta, naturalment...

Il sangue di Erode, di Alessandro De Angelis, I.P. Ed. 2026

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  Dopo Genesi degli dèi. La genesi di Yahweh , recensito pochi giorni fa su queste pagine, torno sul lavoro di Alessandro De Angelis con Il sangue di Erode. La verità nascosta su Gesù e Maria Maddalena , altro libro frutto di approfondita ricerca sulle reali fonti storiche e non su quelle narrate dalla religione per quasi duemila anni.   Se in Genesi degli dèi De Angelis riportava sulla Terra Yahweh e gli altri dèi, cercando dietro le divinità uomini, dinastie, caste dominanti e vicende successivamente trasfigurate dal mito, ne Il sangue di Erode compie un'operazione ancora più delicata e, per la nostra cultura, destabilizzante: riportare Cristo nella storia, cercando Gesù prima di Gesù Cristo .   Vale a dire prima della divinizzazione, prima della costruzione teologica, prima dei concili, prima dei dogmi e prima di quei duemila anni durante i quali la narrazione cristiana ha finito inevitabilmente per sovrapporsi all'uomo storico costruendo una serie di menzogne a...