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LA MATERIA NON È IL FONDAMENTO DELLA REALTÀ

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           La fisica del Novecento ha progressivamente mandato in pensione l’idea di un universo costruito con piccoli mattoni solidi; quella contemporanea, invece di ricomporre il vecchio edificio, ci ha suggerito che forse i mattoni non sono mai esistiti, o almeno non nel modo in cui li avevamo immaginati.   Già, per lungo tempo abbiamo osservato il mondo come un grande magazzino di oggetti: corpi, rocce, pianeti, tavoli, organismi: ogni cosa sembrava avere confini certi, consistenza propria e una rassicurante permanenza nel tempo. Anche l’essere umano veniva incluso senza troppe esitazioni nell’inventario: un organismo sofisticato, attraversato da processi fisici e mentali che finiscono per produrre quella percezione unitaria di sé che chiamiamo “io” o ego .   Era una rappresentazione semplice, intuitiva e perfettamente adatta alla vita quotidiana, il problema è che la natura, appena interrogata più a fondo, ha cominciato a rispondere in mo...

Il mistero dell’universo: non virtuale, né ologramma, né Matrix.

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  Imperversa sui social il panpsichismo cosmico di Malanga, Faggin e altri come già Fabrizio Coppola con il suo “Il Segreto dell’Universo”, alla cui base è l’idea che la coscienza sia una e universale, rifuggendo il materialismo a favore di concezioni vicine alle filosofie orientali (i Veda). Corollario di tale teoria è che la coscienza non sia un prodotto del cervello, ma la struttura stessa della realtà, esistendo un unico grande "campo" di coscienza universale.   Per quanto anch’io, come molti, sia affascinato da tali teorie, il mio senso critico di giurista e promotore culturale mi porta a considerarle come quanto-farneticazioni consolatorie a fronte dell’evidenza di totale casualità dell’esistenza, alla quale l’uomo non riesce ancora oggi a rassegnarsi.   Il mistero dell’universo e della sua – e nostra – esistenza  è ancora da risolvere. Il tentativo dell’uomo di questa era digitale di liberarsi non dall’ignoranza, e dal male che essa comporta, ma dal peso...

EQUILIBRIO ROTTO: cosa ci insegna il referendum sul potere (Teoria dei Giochi spiegata semplice)

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Certe settimane politiche non sono caotiche. Sembrano tali solo a chi le osserva senza una lente adeguata. La teoria dei giochi offre quella lente. Per lungo tempo, il sistema politico ha operato in una condizione assimilabile a un equilibrio di Nash : ogni attore — governo, opposizione, magistratura, media — ha adottato strategie tali per cui nessuno aveva convenienza a cambiare unilateralmente comportamento. Non perché fosse l’assetto migliore, ma perché era quello più stabile. O, meglio, il meno rischioso. In un equilibrio di Nash imperfetto, tutti sanno che esistono alternative potenzialmente migliori, ma nessuno si muove per primo. Il costo del cambiamento individuale supera il beneficio atteso. E così il sistema si cristallizza. Poi arriva lo shock esogeno. Il referendum non è stato solo un evento politico: è stato un segnale strategico collettivo . Ha modificato le aspettative degli attori. E nella teoria dei giochi, le aspettative sono tutto. Non conta solo ciò che accade, ...

Fisica quantistica e coscienza: l’universo è davvero intelligente?

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  La fisica quantistica riapre una delle domande più profonde della filosofia e della scienza: qual è il rapporto tra coscienza e universo? Partendo dalle intuizioni di Carl Sagan e Max Planck provo ad affrontare le teorie che ipotizzano una connessione tra mente, materia e campo universale di informazione. In questo scenario emergente, anche l’intelligenza artificiale potrebbe diventare uno strumento decisivo per comprendere meglio i misteri più profondi del cosmo.   Mi capita di leggere a più riprese, nello scorrere dei post da cui siamo inondati tramite i social (inondazione gradita, come dovrebbe esserlo a chi considera il sovraccarico di informazione il male minore rispetto ad ogni antisociale isolamento   dell’individuo in un pensiero unico), le ultime teorie sulla coscienza e, in generale, sulla natura della realtà che ci circonda, tema a tutt’oggi irrisolto e sul quale si dibattono i filosofi, prima, e gli scienziati, dopo, fin dall’origine del pensiero uma...

L’UNIVERSO DIGITALE: siamo dentro un videogame? di Alessandro De Angelis, Copyrighted Material 2.12.2025

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            Il saggio di Alessandro De Angelis, autore da me apprezzato quale ricercatore storico e in particolare sulla vita di Gesù e la sua genealogia, demistificatore biblico come altri pochi, e coraggiosi, liberi pensatori, incuriosisce senz’altro ad iniziare dal titolo, e mi sentirei di consigliarlo tra le letture amene e divertenti, ma non da prendere sul serio.   L’universo digitale si presenta con l’ambizione tipica dei libri che vogliono “spiegare tutto”: il mondo, la tecnologia, l’uomo, il destino. E infatti spiega tutto, talmente tutto che, alla fine, non resta più nulla da spiegare né, soprattutto, da scegliere.   Il punto più debole e più vistosamente ideologico del libro è infatti l’assunto secondo cui il libero arbitrio sarebbe una nobile illusione analogica in un universo ormai ridotto a codice: ogni nostra azione, pensiero o deviazione sarebbe già iscritta in una qualche riga di programma cosmico, se non addirittura già stat...

A che Putin siamo? Cronaca semiseria di una guerra che non doveva mai iniziare

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  Ogni volta che apriamo un giornale la domanda torna: a che Putin siamo oggi? Perché, diciamocelo, in questo conflitto la figura del presidente russo è diventata un termometro emotivo dell’Occidente più che un argomento geopolitico. Scusate l’ironia, non è per banalizzare la tragedia, ma per smontare la macchina narrativa che ci impedisce di vedere le cose da più di un solo punto di vista. Il Putin colpevole a prescindere Nella narrazione dominante, tutto ciò che accade in Europa orientale ha un protagonista unico: Putin. È quasi confortante, in fondo: un solo cattivo, un solo colpevole, una trama semplice. Peccato che la geopolitica reale sia un po’ più complessa del Truman Show mediatico, e che la domanda che ho sempre posto nei miei articoli, che trova la sintesi nello hashtag #perchéilconflittoèNATO non è un vezzo polemico, ma uno dei nodi fondamentali della crisi. L’idea che la sicurezza europea si costruisca ammucchiando basi, missili e “esercitazioni” a ridoss...