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Non morire di ignoranza

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      Don’t die of ignorance! Non morite di ignoranza! Questo motto campeggiava per ogni dove in Inghilterra quando la signora Margaret Thatcher, primo ministro della corona britannica, decise una massiccia campagna di prevenzione dell’AIDS. L’ignoranza, da intendersi come mancanza di conoscenza, costituisce un freno al raggiungimento della salute pubblica. L’ignoranza è il freno alla conquista della verità. L’ignoranza è il letto ideale della paura e la paura paralizza le capacità di ragionamento per poter affrontare le situazioni critiche. Per il Covid lo Stato ha fatto leva sulla paura, diretta discendente dell’ignoranza. Una “scientifica”, quella sì, manipolazione dei dati statistici, epidemiologici, clinici e scientifici ha creato nella pubblica opinione priva degli elementi per poter valutare le affermazioni che pseudo-scienziati quotidianamente sciorinavano via etere e attraverso giornali compiacenti, un disorientamento sfociato in una paralisi psico-attitu...

Green Pass? Ora diciamo come stanno le cose.

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Ciò che è più terrificante di questo condizionamento mediatico per la “vaccinazione” di persone sane che possono reagire a un virus che nel 95% dei positivi è asintomatico e con un tasso di letalità tra lo 0.25 e 0.50%, è l’accondiscendenza della popolazione, di ogni fascia di età di ceto sociale. Perfino amici e conoscenti che ritenevo intelligenti e sufficientemente istruiti, colleghi avvocati e pure noti professionisti, accettano di assumere, per non rovinarsi una vacanza e poter viaggiare, un farmaco preventivo e sperimentale. Dilaga il fanatismo vaccinale, la mania dei vaccini senza alcuna base scientifica. Oltre alle evidenze fattuali dei morti da vaccino, sono molti i ricercatori seri d’oltreoceano ed europei che dicono NO a questa vaccinazione di massa, ma in Italia oltre a portare la mascherina all’aperto, in macchina da soli, in bicicletta, in montagna, probabilmente anche a letto e in definitiva sul cervello, mi si perdoni l’iperbole, non si vuole guardare oltre il dito ch...

Da sapiens sapiens a stupidus stupidus. L’agonia di una civiltà.

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    Come molti sanno la mia attività di promotore culturale, informatore libero e pubblicista indipendente si è intensificata ed ha avuto un picco in questi ultimi tempi. Chi mi conosce lo poteva ben prevedere: se già il sottoscritto si era occupato di salute pubblica per la sottovalutata emergenza ambientale dei manufatti contenenti amianto ancora scandalosamente sparsi per l’Italia (Comitato Nazionale Amianto Eppur si muore ), si poteva immaginare come potesse reagire a fronte di una disinformazione globale ed una manipolazione dell’informazione sulla “pandemia” Covid-19. Chi mi conosce sa del mio impegno civile e poteva perfettamente prevedere che mi sarei mosso, in qualche modo, con solerzia e tenacia, come da sempre faccio avverso le superstizioni, anche bimillenarie, e con forza proporzionale alla gravità delle false informazioni, specialmente quando entra in gioco la salute sia fisica che mentale; soprattutto se viene compromessa la nostra lungimirante e ancora per lo p...

Un mondo dalle infinite possibilità

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A fronte della finitezza dell'esistenza sta un mondo con possibilità infinite, cogliamole! Come la condivisione della conoscenza da me promossa  ( https://candide.it )  passa sempre di più attraverso i canali  social , così la negoziazione di beni e servizi passa sempre di più tramite il  digital marketing , e il marketing, a sua volta, sta diventando sempre più  social .   De l'infinito, universo e mondi è il terzo dialogo filosofico che Filippo Bruno, in arte Giordano Bruno, pubblica a Londra nel 1584, chiudendo il ciclo dei dialoghi cosmologici londinesi intrapreso con La cena de le ceneri e proseguito con De la causa, principio et uno .  Bruno sembra eliminare la differenza tra creato e creatore come lo intende la teologia pur riconoscendo in Dio la “causa” e il “principio” di tutto ciò che esiste.   Noi siamo partecipi della realtà che viviamo ma anche creatori della stessa. Con le “verità rivelate” ci siamo creati un “Dio” che è solo la...

Milano, la città che sale

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Al mio rientro da Dubai ritrovo la “più normale” dimensione degli edifici e palazzi milanesi, nella loro maestosa ma più contenuta grandezza di una città che sale , come scrisse il futurista Umberto Boccioni intitolando una sua opera (1919 – 1911) ora esposta al Museum di Modern Art di New York. E in effetti anche Milano, come Dubai, cresce in vetro-cemento in verticale, così come l’artista calabrese, naturalizzato milanese, l’aveva sognata.   Dopo essere stato a 585 metri nella lounge panoramica del Burj Khalifa , il grattacielo più alto del mondo con i suoi 829 metri di altezza e realizzato con impressionante velocità (in 5 anni, dal 2004 al 2009), il mio pensiero va, ora che sono a Milano, al grattacielo più alto d’Italia, con i suoi 231 metri, la torre milanese di UniCredit.   Tale primato era già della torre Breda di piazza della Repubblica, con i suoi 31 piani e 116 di altezza, che poi cedette lo scettro al palazzo Pirelli, quello che i milanesi chiamao il Pirellone,...

Vincenzo Guarracino, "Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani", La Nave di Teseo, Milano, 2021

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" Gli italiani, rissosi e incapaci di collaborare al bene comune”, scriveva Giacomo Leopardi nel  “ Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani”,  un’appassionata riflessione sulla mentalità, il carattere e la moralità della società italiana di allora, che purtroppo bene rispecchia quella di adesso. Anzi, i difetti che Leopardi denunciava si sono oggi amplificati, perché la globalizzazione digitale attuata con Internet e i  social network  è stata solo per pochi, muniti di solide basi culturali, una risorsa: per i più è stata invece una dispersione di valori e una perdita di identità e senso critico.   Una nuova edizione del celebre pamphlet viene riproposta quest’anno dal critico e poeta Vincenzo Guarracino, con un significativo corredo critico del testo leopardiano, che analizza parola per parola il minuzioso ritratto caratteriale e comportamentale degli italiani.  Dall’osservatorio privilegiato della sua solitudine recanatese, Leopard...

LO STUPORE SALVERÀ IL MONDO. UN PASSO PER LA NUOVA UMANITÀ, di Silvia Salvarani, L’Onda ed., 2021.

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  Dalla lettura di un libro si esce spesso arricchiti, ma è raro uscirne anche commossi. Quando questo succede significa che ti sei fatto un regalo, facendo la scelta giusta in un settore, quello editoriale, ormai invaso da libri leggeri per non dire inutili, che nulla comunicano e niente ti lasciano.     La parafrasi di Dostoevskij è subito precisata nell'avvertenza dell’introduzione, perché l'autrice non ha niente di autoreferenziale, non indulge al piacere di apparire di molti scrittori esordienti né ha la pretesa di pubblicare “manuali per la felicità” di cui sono stato pure omaggiato, ma su cui poi niente ho scritto, perché non sono stato stimolato come lo sono adesso da questo breve, semplice, schietto e profondo volume.   Qui si tratta di donare agli altri una conquista di consapevolezza spiegando che non ci sono chiavi magiche o magnetiche o leggi di attrazione da scoprire, ma che esiste, proprio sotto i nostri occhi, una bellezza diversa e più profonda d...